mercoledì 24 agosto 2016

Cosa bisogna fare per donare sangue per il terremoto.

In queste ore convulse post terremoto ci siamo resi conto che spesso sulle donazioni di sangue certe modalità non sono molto chiare.Abbiamo riassunto le principali informazioni utili prima di compiere un gesto così importante per la collettività specialmente nelle emergenze. Per trovare il luogo più vicino seguite dove farlo seguite le notizie e potete anche usare una applicazione.
Speriamo di dare un piccolo aiuto informando qui e sui social.
  • Il Donatore di Sangue è un cittadino di un età compresa tra i 18 e i 65 anni e con un peso sopra ai 50 kg, in buona salute, che presa coscienza del grave problema trasfusionale, lo affronta nell'unico modo possibile: offrendo spontaneamente e periodicamente il suo sangue, in maniera anonima e gratuita.
  • Chi vuole diventare donatore AVIS si deve presentare in un centro di raccolta al mattino, a digiuno (può prendere solo un caffè, un thè o un succo di frutta, ma non deve assolutamente aver ingerito latte e latticini).
  • Prima della donazione dà le sue generalità e i suoi dati anagrafici, e compila la domanda di adesione ed un questionario che poi verifica con il medico prelevatore.
  • Vengono quindi valutati alcuni parametri quali peso, emoglobina, pressione arteriosa, e frequenza cardiaca; se viene ritenuto idoneo, viene invitato a distendersi sul lettino, dove inizia il prelievo di circa 450 ml di sangue. Tale operazione dura in media 10-15 minuti.
  • Tutto il materiale utilizzato per la donazione è sigillato e monouso. Terminato il prelievo, il donatore resta sdraiato per un breve periodo di tempo, e successivamente gli viene offerto un piccolo ristoro.
  • Ad ogni donazione vengono eseguite le seguenti analisi: gruppo sanguigno, emocromo, ALT, test per l'epatite B, C, per l'AIDS e per la sifilide. Il risultato delle analisi è a disposizione, gratuitamente, del donatore.
  • In breve tempo viene inviata al domicilio la tessera Avis che riporta al suo interno il gruppo sanguigno e la data delle donazioni.
  • Dalla seconda donazione il donatore diventa "periodico" e oltre agli esami sopra indicati, vengono eseguiti i seguenti esami: creatininemia, glicemia, proteinemia, colesterolemia, trigliceride, ferritinemia, sidermia.
Questo vuol dire che non solo si salva una vita con la donazione di sangue, ma si tutela anche la propria salute.

Chi non può donare sangue in via definitiva o temporanea?

  • Chi ha contratto, anche in passato, un’epatite virale di tipo B o C (epatiti che tendono a persistere nel tempo e vengono trasmesse attraverso il sangue);
  • Chi fa uso abitudinario di sostanze stupefacenti;
  • Chi fa uso eccessivo di bevande alcoliche (alcolisti cronici);
  • Chi soffre di patologie cardiovascolari importanti

Costituiscono, invece, causa d’esclusione temporanea:
  • La gravidanza in atto ed il puerperio per un anno dopo il parto (dopo un’interruzione di gravidanza per 6 mesi salvo casi eccezionali);
  • Gli interventi chirurgici e la diagnostica endoscopica, per quattro mesi;
  • Le trasfusioni di sangue ricevute negli ultimi cinque anni;
  • Il soggiorno in zone endemiche per la malaria, nei sei mesi precedenti alla donazione, oppure l’attuazione di una profilassi antimalarica nei tre anni precedenti;
  • I rapporti sessuali con persone sconosciute;
  • I rapporti sessuali o di convivenza con soggetti affetti da epatite virale, tossicodipendenti o con comportamenti a rischio per l’AIDS o le altre malattie trasmissibili con il sangue. 
  •  
  • Farmaci che comportano esclusione temporanea dalla donazione:

  • Antibiotici – sospensione per 15 giorni dal termine della terapia;
  • Cortisonici - sospensione per 15 giorni dal termine della terapia;
  • Finasteride, Isotretinoina – sospensione per 2 mesi dall’ultima assunzione;
  • Antiinfiammatori/antiaggreganti - sospensione per 5 gioni dal termine della terapia;
La selezione del donatore viene effettuata da parte di personale medico del Centro Trasfusionale; il colloquio riservato è coperto dal segreto professionale, può fornire l’opportunità’ anche per ottenere eventuali chiarimenti.
La donazione di sangue può essere "occasionale" o "periodica". Il donatore si definisce "periodico" quando si reca regolarmente per più di due volte presso una struttura trasfusionale per rinnovare l’atto della donazione.
L’obiettivo di tutti i centri trasfusionali è, attualmente, quello di arrivare ad avere la maggiore quota possibile di donatori periodici che sono, come si può intuire, più sicuri per il ricevente; infatti, la più lunga osservazione del soggetto da parte dei medici del servizio trasfusionale rende più attendibili anche gli esiti dei controlli clinici e di laboratorio.
Se volete approfondire il tema la fonte più affidabile è ovviamente Avis  

lunedì 22 agosto 2016

Come andare al Pronto Soccorso con meno attesa a Genova, Milano e Roma.

Se ci seguite sui Social sapete forse che ho avuto un incontro ravvicinato la scorsa settimana con una portiera della macchina e che il mio mignolo ha "perso"...
Infatti ora mi trovo con una steccatura fino al 12 Settembre per ripristinare il giusto posizionamento dell'osso.
Per gestire il dolore acuto ed intenso ho utilizzato Arnica in pomata, Emergency in gocce ed una  fiala di Toradol da 30 mg appena successo il trauma.

Sicuramente uno dei problemi nella gestione di questi eventi è recarsi al pronto soccorso standoci il minor tempo possibile e cercando di non contribuire a creare attese lunghissime .
Per questo vi segnalo la possibilità data dalla tecnologia  di verificare in tempo reale le presenze e quante visite siano in corso potendo così scegliere dove recarsi per fare meno coda.

Ecco come  trovare l'affollamento nei pronti soccorso di GenovaLa Spezia,  e Torino, tutto il Lazio, se siete invece in Lombardia avete addirittura l'applicazione Salutile che vi dà i tempi di attesa ed anche il percorso per raggiungere l' ospedale più vicino.

Credo quindi  che ogni città  medio grande abbia a disposizione una  possibilità di verifica identica  ovviamente ove ci fossero più pronto soccorso distribuiti sul territorio.
Dalla foto si capisce quanto possa cambiare andare in uno piuttosto che nell' altro.

Questo servizio permette anche di valutare quanto sia importante recarsi al pronto soccorso solo quando sia davvero necessario rimandando i consulti non urgenti al medico di famiglia che ci conosce meglio e ci riesce a consigliare le terapie più adatte.

Perché spesso ci dimentichiamo che il pronto soccorso va usato con parsimonia come un bene prezioso a nostra disposizione.
Sperando di non averne mai bisogno....  

lunedì 8 agosto 2016

Sali minerali, sport ed attività fisica quanto bere e cosa.

In estate e grazie anche all'entusiasmo per le olimpiadi appena iniziate ci troviamo spesso a dare consigli per quanto riguarda l'utilizzo di integratori per lo sport e l'attività fisica ecco un piccolo riassunto di partenza legato alle domande più frequenti.

Quanto e quando bisogna bere ?

In particolare in estate, ed in generale tutto l'anno, bisogna fare attenzione a mantenere l'equilibrio idrosalino tra i liquidi introdotti e quelli persi.
Il nostro corpo ne contiene a seconda delle età e necessita circa di 2 litri al giorno di acqua più quella bevuta a tavola ai pasti principali.
Se avete difficoltà a ricordarvelo ci sono applicazioni come AcquaclockPlant nanny, di cui vi abbiamo parlato che ve lo ricordano tramite lo smartphone.

Quanta frutta e verdura vanno consumate?

Le cinque porzioni di frutta e verdura al giorno di cui parliamo spesso sono sufficienti ma se volete incrementarne il numero non ci sono problemi a meno di presenza di diverticoli o irritazione intestinale.
La frutta di questa stagione è particolarmente ricca di acqua, vitamine e sali minerali che ci aiutano naturalmente a tenere il corpo in salute ed aumentare l'idratazione.
Oltre ad essere digeribile anche con le alte temperature.
Quindi più ne consumate meglio è!

Perché vengono i crampi?

Per carenza di acqua e di sali minerali in particolare il Magnesio ed il Potassio.
Per esteso potete leggere la spiegazione in questo post.
Sapendo che se non li introducete con la dieta li potete integrare con prodotti specifici quali Magnesio Forte in offerta,o Magnesio e Potassio assumendoli in particolare la sera prima di andare a dormire.

Il Magnesio (Mg) è presente nella crusca, nei cereali integrali, nei vegetali a foglia verde, nel latte, nella carne, nei legumi, in nocciole e mandorle. È un costituente essenziale delle ossa insieme a calcio e fosforo ed interviene nella trasmissione neuro-muscolare tanto da risultare utile nelle attività sportive e sotto stress per la sua funzione calmante ed equilibrante (la sua integrazione è suggerita per la sindrome premestruale e in menopausa). È inoltre una sostanza cardine contro l'invecchiamento; la sua carenza può determinare disturbi del comportamento, spasmi muscolari, anoressia, debolezza, vomito e nausea. Impedisce inoltre l'attivazione di alcuni enzimi indispensabili per la salute. Uno dei sintomi della carenza di magnesio è una sensazione di tensione muscolare, che può sfociare in crampi. Un suo eccesso causa diarrea.

Il Potassio (K) si trova in alcuni frutti (banana), nella verdura, nella carne, nel latte, nei legumi e nei cereali. Con il sodio partecipa alla regolazione della pressione osmotica, dell'equilibrio acido-basico e del bilancio idrico. Si accumula nella muscolatura, interviene nella salute dei tessuti nervosi e cardiaci. Una carenza di potassio, come si può verificare a seguito dell'eccesso di sale da cucina, dopo terapie di cortisone o con alcuni diuretici, si manifesta con flaccidità muscolare, insonnia, caduta dei capelli, alterazione del battito cardiaco e paralisi. Un suo eccesso, invece, causa crampi muscolari ed ipotensione.


Quali sali minerali consumare o aggiungere alla dieta ?

Sull' importanza dei sali minerali e quali siano più utili potete leggere in questo post.

Se avete domande specifiche su integrazione e sport sarà un piacere cercare di rispondervi.Inviatele a farmaciaserrage@yahoo.it o su Twitter con l' hastag  #chiediafarmaciaserra.


venerdì 5 agosto 2016

Breathe+ una applicazione per il respiro.


L’applicazione invita (e funziona in questo senso da reminder) gli utenti a “staccare la spina” per almeno cinque minuti durante la giornata e dedicarsi a esercizi di respirazione utili anche a combattere lo stress. Controllare il respiro può aiutare infatti a ridurre la tensione nervosa e riportare il nostro corpo ad una situazione di equilibrio. 
Prendere qualche minuto per ascoltarsi rappresenta uno spunto anche per chi deve misurare la pressione in farmacia. 
Lo stress infatti sapete che influisce su moltissime aree dell'organismo, questa applicazione rappresenta molto bene un esempio di come la tecnologia sia a nostra disposizione per staccare anche per poco da quello che ci circonda . 
Può essere utilizzata sia su telefono che tablet ed anche iwatch è scaricabile da Apple store.

mercoledì 3 agosto 2016

Meningite: cos'è, come si prende, come si previene, vaccinazioni


In queste ore sta destando molta preoccupazione il caso di meningite fulminante che ha colpito una ragazza romana proveniente da Cracovia.
Ecco qualche informazione sulla meningite tratta dall'istituto superiore di sanità che è l'entità più importante nel nostro paese sulla salute.

Se siete a Genova la S.C. Igiene e Sanità Pubblica rimane a disposizione per tutti coloro che avessero necessità di chiarimenti e informazioni al numero 010 849 7058 dalle 8 alle 18.
Solo in caso di urgenze, dopo le 18 potrà essere contattato il centralino della ASL3 Genovese 010 84911 per l’attivazione del Medico reperibile di Sanità Pubblica.

Malattie batteriche invasive: cause e agenti patogeni

I batteri che sono più frequente causa di malattie batteriche invasive sono tre:

1. Neisseria meningitidis (meningococco) alberga nelle alte vie respiratorie (naso e gola), spesso di portatori sani e asintomatici (2-30% della popolazione). La sua presenza non è correlata a un aumento del rischio di meningite o di altre malattie gravi. È stato identificato per la prima volta nel 1887, anche se la malattia era già stata descritta nel 1805 nel corso di un’epidemia a Ginevra. Si trasmette da persona a persona attraverso le secrezioni respiratorie. Il meningococco è un batterio che risente delle variazioni di temperatura e dell’essiccamento. Dunque, fuori dell’organismo sopravvive solo per pochi minuti. La principale causa di contagio è rappresentata dai portatori sani del batterio: solo nello 0,5% dei casi la malattia è trasmessa da persone affette dalla malattia.Esistono 13 diversi sierogruppi di meningococco, ma solo sei causano meningite e altre malattie gravi: più frequentemente A, B, C, Y e W135 e molto più raramente in Africa, X. In Italia e in Europa, i sierogruppi B e C sono i più frequenti. I sintomi non sono diversi da quelli delle altre meningiti batteriche, ma nel 10-20% dei casi la malattia è rapida e acuta, con un decorso fulminante che può portare al decesso in poche ore anche in presenza di una terapia adeguata. I malati di meningite o altre forme gravi sono considerati contagiosi per circa 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica specifica. La contagiosità è comunque bassa, e i casi secondari sono rari. Il meningococco può tuttavia dare origine a focolai epidemici. Per limitare il rischio di casi secondari, è importante che i contatti stretti dei malati effettuino una profilassi con antibiotici. Nella valutazione di contatto stretto (che deve essere fatta caso per caso) vengono tenuti in considerazione:

a) i conviventi considerando anche l’ambiente di studio (la stessa classe) o di lavoro (la stessa stanza)
b) chi ha dormito o mangiato spesso nella stessa casa del malato
c) le persone che nei sette giorni precedenti l’esordio hanno avuto contatti con la sua saliva (attraverso baci, stoviglie, spazzolini da denti, giocattoli)
d) i sanitari che sono stati direttamente esposti alle secrezioni respiratorie del paziente (per esempio durante manovre di intubazione o respirazione bocca a bocca).

La sorveglianza dei contatti è importante per identificare chi dovesse presentare febbre, in modo da diagnosticare e trattare rapidamente eventuali ulteriori casi. Questa sorveglianza è prevista per 10 giorni dall’esordio dei sintomi del paziente. Il periodo di incubazione è generalmente 3-4 giorni (da 2 fino a 10 giorni) Inoltre, bisogna considerare che il meningococco può causare sepsi meningococcica (un quadro clinico, talvolta molto severo, per la presenza del meningococco nel sangue con febbre alta, ipotensione, petecchie, insufficienza da parte di uno o più organi fino anche ad un esito fatale) che può presentarsi da solo o coesistere con le manifestazioni cliniche della meningite.

2. Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è l’agente più comune di malattia batterica invasiva. Oltre alla meningite, può causare quadri clinici di sepsi (generalmente con una sintomatologia di febbre alta, con una forma non così severa come la spesi meningococcica) polmonite o infezioni delle prime vie respiratorie, come l’otite. Come il meningococco, si trasmette per via respiratoria ma lo stato di portatore è assolutamente comune (5-70% della popolazione adulta). Esistono più di 90 tipi diversi di pneumococco. Le meningiti e le sepsi da pneumococco si presentano in forma sporadica, e non è indicata la profilassi antibiotica per chi è stato in contatto con un caso poiché non si verificano focolai epidemici.

3. Haemophilus influenzae b (emofilo o Hi) era fino alla fine degli anni Novanta la causa più comune di meningite nei bambini fino a 5 anni. Con l’introduzione della vaccinazione con l’uso del vaccino esavalente i casi di meningite causati da questo batterio si sono ridotti moltissimo. In passato il tipo più comune era l’Haemophilus influenza b (verso il quale è diretto il vaccino), mentre oggi sono più frequenti quelli non prevenibili con vaccinazione. In caso di meningite da Hi, è indicata la profilassi antibiotica dei contatti stretti.

Meningiti: sintomi e diagnosi

I sintomi della meningite sono indipendenti dal germe che causa la malattia. I sintomi più tipici includono:
  • irrigidimento della parte posteriore del collo (rigidità nucale)
  • febbre alta
  • mal di testa
  • vomito o nausea
  • alterazione del livello di coscienza
  • convulsioni.
L’identificazione del microrganismo responsabile viene effettuata su un campione di liquido cerebrospinale o di sangue.
Nei neonati, alcuni di questi sintomi non sono evidenti. Si può però manifestare febbre, convulsioni, un pianto continuo, irritabilità, sonnolenza e scarso appetito.

Sepsi: sintomi e diagnosi

Come precedentemente descritto, i sintomi variano da una febbre transitoria (spesso più frequentemente chiamate batteriemie nel caso di infezioni da pneumococco) a invece infezioni sistemiche con compromissione di molti organi fino allo shock settico.

Malattie batteriche invasive: fattori di rischio e possibili complicazioni

Tra i fattori di rischio per lo sviluppo della meningite batterica vanno elencati:
  • età: queste patologie colpiscono soprattutto i bambini sotto i 5 anni e altre fasce di età che variano a seconda del germe. Infatti le forme da meningococco interessano, oltre i bambini piccoli, anche gli adolescenti e i giovani adulti, mentre le meningiti da pneumococco colpiscono soprattutto i bambini e gli anziani. L’introduzione dei vaccini nel calendario vaccinale pediatrico e dell’adolescente (solo per il meningococco) stanno riducendo il numero dei casi in questa fascia di età
  • stagionalità: la malattia è più frequente tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, anche se casi sporadici si verificano durante tutto l’anno
  • vita di comunità: le persone che vivono e dormono in ambienti comuni, come gli studenti nei dormitori universitari o le reclute, hanno un rischio più elevato di meningite da meningococco e di Haemophilus influenzae
  • fumo ed esposizione al fumo passivo
  • patologie: altre infezioni delle prime vie respiratorie o alcune immunodeficienze possono determinare un maggior rischio di malattia meningococcica. Immunodepressione, asplenia, insufficienza cardiaca, asma e l’Hiv sono invece un fattore di rischio per la malattia invasiva pneumococcica.
La malattia può avere complicazioni anche gravi, con possibili esiti permanenti.

Malattie batteriche invasive: trattamento

Il trattamento della meningite batterica si basa soprattutto sulla terapia antibiotica. L’identificazione del batterio che causa la malattia è importante sia per orientare la terapia antibiotica del paziente, sia per definire se è necessaria la profilassi dei contatti.

Malattie batteriche invasive: prevenzione e vaccinazione

In caso di meningite da meningococco e, in misura minore, da Haemophilus influenzae b, i contatti stretti del malato hanno un maggior rischio di ammalarsi rispetto alla popolazione generale. Per questo è indicata la loro profilassi antibiotica e sorveglianza.

Dagli anni Novanta è ormai comune la vaccinazionecontro Haemophilus influenzae b, che in Italia rientra tra quelle previste per tutti i nuovi nati. Sono disponibili sul mercato anche i vaccini contro alcuni ceppi di pneumococco e alcuni sierogruppi di meningococco.

Per quanto riguarda lo pneumococco, in Italia, sono disponibili il vaccino coniugato vaccino 10 valente, il vaccino coniugato 13 valente e il vaccino 23 valente polisaccaridico

Sul fronte della lotta al meningococco, sono attualmente disponibili vaccini polisaccaridici contro i sierogruppi A, C, Y e W 135, che però forniscono una protezione di breve durata ai soli soggetti di età maggiore di 2 anni, il vaccino coniugato contro il sierogruppo C (usato attualmente nei calendari vaccinali in Italia) e il vaccino coniugato contro i sierogruppi A, C, Y e W 135. È di recente introduzione (2014) sia nel mercato che nell'offerta vaccinale di alcune regioni un vaccino per prevenire le forme invasive da meningococco di sierogruppo B.

In caso di focolai epidemici da meningococco C, le attuali raccomandazioni internazionali indicano l’opportunità di introduzione della vaccinazione su larga scala nell’area geografica interessata quando l’incidenza è superiore a 10 casi per 100.000 abitanti nell’arco di tre mesi.
Per approfondire il tema della vaccinazione, leggi anche il Piano nazionale di prevenzione vaccinale (Pnpv) 2012-2014 (pdf 400 kb) e gli approfondimenti del ministero della Salute su:obiettivi del Piano, calendario vaccinale,vaccinazioni offerte attivamente e gratuitamente alla popolazione, vaccinazioni indicate per i soggetti ad alto rischio, vaccinazioni per gli operatori sanitari.

I dati della sorveglianza nazionale al 4 aprile 2016

Nel 2015 e nel 2016 sono stati segnalati, rispettivamente, 999 e 952 casi di Streptococcus pneumoniae, 168 e 163 casi di Neisseria meningitidis e 114 e 105 casi di Haemophilus influenzae. Lo riferisce il nuovo rapporto 2011-2016 con i dati epidemiologici prodotti dal sistema di sorveglianza delle malattie batteriche invasive (Mib) coordinato dall’Istituto superiore di sanità con il supporto finanziario del Ccm-ministero della Salute. Per ulteriori dettagli consulta il rapporto completo “Dati di sorveglianza delle malattie batteriche invasive aggiornati al 4 aprile 2016” (pdf 1,3 Mb) e il sito del sistema di sorveglianza nazionale.
In Italia infatti dal 1994 è attivo un sistema di sorveglianza nazionale dedicato alle meningiti batteriche che negli anni successivi si è ampliato a includere tutte le malattie invasive da meningococco, pneumococco ed emofilo (i batteri più frequentemente responsabili di sepsi) . La sorveglianza è coordinata dall’Istituto superiore di sanità ed è estesa a tutto il territorio nazionale.
Per informazioni sulla diffusione della malattia, consulta le pagine dedicate ai dati epidemiologici in Italia, in Europa e nel mondo.